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Data center: Carel punta su liquid cooling e digitalizzazione

Il raffreddamento dei data center si conferma un ambito strategico per il settore HVAC&R, con una crescente domanda di soluzioni avanzate. Come si legge su Natural Refrigerants, che riprende un estratto del report ‘Clean Cooling for Data Centers 2025’ di ATMOsphere, Carel è tra i player attivi nello sviluppo di tecnologie dedicate a questo segmento. Fondata nel 1973 a Padova, Carel opera oggi a livello globale nella produzione di controllori, sensori e componenti per la refrigerazione e il condizionamento.

“Carel lavora nel settore dei data center dal 1973”, ha dichiarato Enrico Boscaro, group marketing manager per HVAC Industrial, che ricopre anche il ruolo di chairman della task force IT cooling di Eurovent. “Abbiamo iniziato fornendo tecnologia per il controllo di temperatura e umidità nelle unità CRAC”.

L’offerta dell’azienda per i data center si articola in tre aree principali: sistemi CRAC e CRAH, free cooling e liquid cooling. In particolare, la crescita più significativa arriva dal liquid cooling, che include soluzioni direct-to-chip — tecnologia che utilizza piastre fredde con microcanali riempiti con miscele acqua-glicole o fluidi dielettrici per dissipare il calore direttamente dai chip — e sistemi a immersione. Secondo Boscaro, il direct-to-chip rappresenta oggi l’approccio più vicino alle architetture tradizionali dei data center. Il raffreddamento a immersione, pur promettente, non è ancora diffuso su larga scala e richiede configurazioni molto diverse rispetto ai data center tradizionali. “Con l’immersione servono vasche, con configurazioni orizzontali e connessioni diverse, oltre a criticità legate ai PFAS”, ha spiegato.

Nel 2025 Carel ha inoltre reso i propri controllori compatibili con il protocollo ‘Redfish’, che consente il monitoraggio integrato di server e sistemi di raffreddamento. “Il protocollo Redfish consente di raccogliere dati sia dai server sia dai sistemi di raffreddamento per ottimizzare il controllo e ridurre i consumi energetici”, ha spiegato Boscaro. “Abbiamo lavorato in anticipo su questa integrazione e ora le richieste stanno arrivando da tutto il mondo”.

Le prospettive restano positive: il mercato dei data center è atteso in crescita a doppia cifra e Carel continua a investire nel settore. “Possiamo dire che supportiamo la maggior parte dei principali player a livello globale con uno o più prodotti”, ha aggiunto Boscaro. Ulteriori indicazioni arrivano anche dai risultati finanziari: nel 2025 Carel ha registrato una “domanda sostenuta” dal segmento data center in Nord America, con il comparto HVAC in crescita del 15% tra il primo e il secondo trimestre. Durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre, l’amministratore delegato Francesco Nalini ha indicato i data center come il principale contributore alla crescita del segmento HVAC in “termini assoluti”, sottolineando anche l’interesse verso acquisizioni di operatori più piccoli e tecnologie complementari.

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