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Monitoraggio della qualità dell’aria negli impianti HVAC: mercato globale verso i 75 miliardi di dollari entro il 2035

Il mercato globale dei sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria negli impianti HVAC, valutato 46,3 miliardi di dollari nel 2025, è destinato a raggiungere i 75,4 miliardi di dollari entro il 2035, con un tasso medio annuo di crescita del 5%. È quanto emerge da un’analisi di Future Market Insights citata da Refindustry. Secondo il report, il settore della gestione degli edifici sta attraversando una trasformazione verso modelli di ‘intelligenza ambientale’ sempre più proattivi, spinta da normative sugli edifici sostenibili, da una maggiore attenzione alla salute dopo la pandemia e dalla necessità di migliorare l’efficienza operativa. Lo studio aggiunge che il mercato dovrebbe superare i 51,1 miliardi di dollari già entro il 2027.

L’analisi evidenzia inoltre il passaggio da sistemi di rilevazione reattivi a ecosistemi più evoluti, integrati con intelligenza artificiale e sensori ad alta precisione. Gli aggiornamenti dei Building Management Systems, spiega il rapporto, consentono oggi a termostati e sensori di prevedere cambiamenti meteorologici e modelli di occupazione degli edifici in tempo reale, regolando il clima interno prima che si verifichino variazioni ambientali esterne.

Dal punto di vista dei segmenti di mercato, i sistemi stazionari detengono la quota maggiore con il 53,7%, grazie alla loro integrazione con i sistemi automatizzati di ventilazione in ambienti commerciali e industriali ad alta occupazione. Gli inquinanti chimici rappresentano il 45,4% del mercato, un dato che il rapporto collega alle crescenti preoccupazioni legate ai composti organici volatili e alla formaldeide. Le tecnologie di sensori, si legge nel report, sono ormai in grado di rilevare concentrazioni chimiche microscopiche in ambienti come cleanroom e laboratori farmaceutici.

Le applicazioni industriali coprono il 38,9% del mercato. In questo ambito, Future Market Insights cita la necessità di rispettare le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e di garantire l’integrità dei prodotti nei settori della trasformazione alimentare e della produzione elettronica, insieme alla crescente integrazione di IoT e cloud per analisi in tempo reale tramite app per smartphone o dashboard connesse al cloud.

A livello geografico, i tassi di crescita più elevati sono previsti nell’area Asia-Pacifico, mentre Stati Uniti ed Europa rimangono centri di ricavi rilevanti. Il report indica tassi di crescita annui medi previsti tra il 2025 e il 2035 pari al 6,8% per la Cina, al 6,3% per l’India, al 5,8% per la Germania, al 4,8% per il Regno Unito e al 4,3% per gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, come riporta Refindustry, lo studio cita anche l’Airborne Act, una proposta normativa che prevede crediti fiscali fino a 50 dollari per piede quadrato (circa 538 dollari per metro quadrato) per i proprietari di edifici commerciali che aggiornano i sistemi HVAC con tecnologie avanzate di monitoraggio e filtrazione.

Il rapporto collega inoltre la crescita della domanda ai principali schemi di certificazione per l’edilizia sostenibile e la conformità normativa, tra cui WELL Building Standard e LEED v4.1. Viene anche citato un aggiornamento di gennaio 2026 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità al database globale sugli standard di qualità dell’aria per PM2.5 e NO2. Allo stesso tempo, sono menzionate le modifiche alla direttiva europea Energy Performance of Buildings Directive, che ‘impongono esplicitamente’ l’integrazione di sensori per la qualità dell’aria nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni significative negli Stati membri dell’Unione Europea.

Sul fronte competitivo, Future Market Insights indica tra i principali attori Honeywell e Siemens per le soluzioni integrate di monitoraggio e automazione degli edifici, Agilent e Thermo Fisher per gli strumenti analitici ad alta precisione utilizzati in contesti istituzionali ad alto rischio, oltre a PerkinElmer Inc, Teledyne Technologies ed Emerson Electric Co.

Il report evidenzia anche alcuni ostacoli allo sviluppo del mercato, tra cui gli elevati costi iniziali dei sistemi di sensori avanzati, la complessità di integrazione nei sistemi edilizi esistenti e la necessità di calibrazioni professionali frequenti per evitare il cosiddetto ‘sensor drift’. Tuttavia, lo studio prevede che la diffusione di dispositivi IoT ‘plug-and-play’ contribuirà a ridurre queste barriere nei prossimi anni.

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