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F-gas, nei Paesi Bassi nuova possibile sanzione da quasi 20 milioni di euro per Chemours

Chemours rischia una nuova sanzione da quasi 20 milioni di euro dopo che le autorità olandesi hanno sostenuto che l’azienda avrebbe nuovamente immesso sul mercato europeo quantità di HFC superiori a quelle consentite. Lo riporta Cooling Post. L’Human Environment and Transport Inspectorate (Ilt), l’autorità responsabile dell’applicazione del regolamento F-gas nei Paesi Bassi, aveva già inflitto nel 2023 una sanzione da 1 milione di euro a Chemours per il superamento della quota assegnata. Come nel caso precedente, anche questa nuova presunta violazione riguarda l’importazione di HFC23. La nuova sanzione amministrativa condizionata riguarda il periodo 2026-2028.

Come si legge su Cooling Post, l’Ilt intende imporre il rispetto delle norme e prevenire ulteriori violazioni applicando una penalità pari a 66,76 euro per ogni tonnellata di CO2 equivalente eccedente la quota, fino a un massimo di 19,7 milioni di euro. L’HFC23 è un gas con un potenziale di riscaldamento globale molto elevato (GWP pari a 14.800). Si tratta di un sottoprodotto della produzione di diversi refrigeranti, ma viene utilizzato anche come materia prima industriale.

Chemours ha sottolineato che le presunte violazioni riguardano il superamento delle quote presso il proprio impianto di produzione di fluoropolimeri a Dordrecht e non sono legate alla produzione, miscelazione o utilizzo di refrigeranti.

In una dichiarazione rilasciata a Cooling Post, l’azienda ha affermato: “Siamo delusi che questa nuova misura venga imposta mentre sono ancora in corso obiezioni e procedimenti legali relativi a precedenti decisioni sulle quote F-gas”. Chemours ha inoltre sostenuto di aver “sempre comunicato in modo trasparente e completo” i dati relativi ai gas fluorurati immessi sul mercato. Secondo l’azienda, tali comunicazioni includono la vendita di refrigeranti destinati a pompe di calore, sistemi di climatizzazione e altre applicazioni, nonché le emissioni di F-gas legate allo stabilimento di Dordrecht.

“Secondo la posizione di Chemours, il flusso in questione è destinato alla distruzione e non comporta emissioni di F-gas nell’ambiente. Tutti i gas fluorurati che vengono emessi, in quantità molto limitate, sono completamente catturati, controllati e contabilizzati da Chemours nel quadro del sistema di quote applicabile e dei controlli ambientali. Inoltre, il flusso di F-gas che raggiunge l’ambiente è stato ridotto di circa il 99% rispetto al 2021”, ha dichiarato l’azienda.

Secondo l’Ilt, tuttavia, l’indagine avrebbe rivelato che Chemours ha utilizzato l’HFC23 importato anche nel proprio processo produttivo e pertanto, secondo l’autorità, non sarebbe esente dal sistema delle quote. L’ispettorato sostiene inoltre che l’azienda non avrebbe segnalato alla Commissione europea l’importazione di HFC23 nel 2021.

Sulla base di queste informazioni, la Commissione europea ha deciso di imporre a Chemours una riduzione della quota pari a 964.724 tonnellate di CO2 equivalente. L’azienda ha presentato ricorso contro questa decisione presso la Corte di giustizia dell’Unione europea. Era stata inoltre richiesta una sospensione temporanea dell’applicazione della riduzione delle quote in attesa della sentenza, ma la Corte ha respinto la richiesta di provvedimento cautelare. Il caso è ancora in corso.

Secondo quanto riportato, la Commissione europea dovrebbe applicare questa riduzione di quota a Chemours nel 2026 per l’anno di calendario 2027.

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