Il ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente del Vietnam ha pubblicato il rapporto finale del National Cooling Action Plan (NCAP), un piano strategico che definisce la roadmap nazionale per uno sviluppo sostenibile del raffrescamento, in linea con gli obiettivi climatici del Paese: il contributo nazionale determinato al 2030 (Nationally Determined Contribution) e il traguardo di neutralità climatica entro il 2050. Come si legge su Refindustry, il piano combina una serie di interventi che riguardano l’introduzione di tecnologie di raffrescamento ad alta efficienza energetica, una gestione più sostenibile dei refrigeranti e lo sviluppo di strategie di raffrescamento passivo negli edifici e nelle aree urbane.
Secondo il rapporto, nel 2022 il settore del raffrescamento in Vietnam ha consumato 71,38 TWh di energia (circa 244 trilioni di BTU), di cui 65,95 TWh provenienti dalla rete elettrica, ai quali si aggiungono i combustibili utilizzati nei sistemi di climatizzazione mobile e nella refrigerazione per il trasporto. In particolare, sono stati impiegati circa 0,71 milioni di metri cubi di diesel e 1,23 milioni di metri cubi di benzina, equivalenti rispettivamente a circa 188 milioni e 325 milioni di galloni statunitensi. Questo fabbisogno rappresenta il 25,2% dei 261,686 TWh di energia elettrica generata e acquistata dal Paese nel 2022. Nello stesso anno, le emissioni di gas serra attribuibili al settore del raffrescamento sono state stimate in 64,68 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, con la quota maggiore legata alle emissioni indirette derivanti dal consumo energetico.
Per quanto riguarda l’efficienza energetica, il NCAP stabilisce obiettivi di miglioramento per le nuove apparecchiature nel periodo 2022-2030 in sette diversi sotto-settori. Tra i target principali figurano un incremento del 50% dell’efficienza per i sistemi di climatizzazione residenziale e commerciale e per la refrigerazione domestica, oltre a un miglioramento del 20% per il condizionamento centralizzato, i chiller e la refrigerazione commerciale. Il piano prevede inoltre miglioramenti del 15% per la climatizzazione mobile e la refrigerazione industriale e del 10% per la refrigerazione nel trasporto, con ulteriori obiettivi estesi fino al 2050.
Sul fronte dei refrigeranti, il NCAP fissa obiettivi di recupero, riciclo, riutilizzo e smaltimento pari al 20% entro il 2030 e al 100% entro il 2050. Tra le principali traiettorie previste dal piano figurano la conversione completa a R-32 nei sistemi di climatizzazione residenziale e commerciale e l’introduzione del propano R-290 entro il 2025, con una quota prevista del 5% entro il 2030 e dell’80% entro il 2050.
Per la climatizzazione mobile è prevista una rapida diffusione del refrigerante R-1234yf, con un obiettivo di penetrazione del 25% entro il 2030 e del 100% entro il 2050. Nel comparto della refrigerazione domestica è invece prevista la conversione completa all’isobutano R-600a entro il 2029.
Per la refrigerazione commerciale il piano indica l’adozione di R-290 e R-600a nei sistemi autonomi e nei piccoli sistemi remoti entro il 2030, mentre per i sistemi più grandi è prevista la transizione verso HFO o miscele equivalenti con l’eliminazione completa degli HFC entro il 2045. Nel settore della refrigerazione industriale si prevede l’eliminazione graduale dei nuovi HFC ad alto GWP – tra cui R-404A, R-507A e R-410A – a partire dal 2029, mentre il refrigerante R-134a sarà progressivamente eliminato dal 2035.
Nel trasporto refrigerato il piano stabilisce l’eliminazione dei nuovi sistemi basati su R-404A dal 2029 e su R-134a dal 2035, con la transizione verso soluzioni basate su R-1234yf o miscele con GWP inferiore a 750.
Secondo le simulazioni contenute nel rapporto, nello scenario compatibile con l’obiettivo di neutralità climatica il Paese potrebbe ridurre la domanda di elettricità di 9,91 TWh entro il 2030 e di 69,37 TWh entro il 2050. Allo stesso tempo, il potenziale di riduzione diretta delle emissioni legate ai refrigeranti è stimato in 7,77 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2030 e in 20,04 milioni entro il 2050. Il documento prevede inoltre che le emissioni complessive del settore del raffrescamento possano scendere fino a 3,80 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2050, rispetto a uno scenario business-as-usual che vedrebbe invece un picco di 116,38 milioni di tonnellate nel 2045.
Il NCAP raccomanda infine di ampliare la pianificazione del raffrescamento urbano attraverso la replicazione degli Urban Cooling Action Plans in altre città e l’integrazione di obiettivi specifici di raffrescamento urbano e soluzioni di raffrescamento passivo nei piani di sviluppo locali.


