Il CERN ha avviato il raffreddamento criogenico fino a 1,9 K (-271,3 °C) del banco di prova ‘Inner Triplet String’ (IT String), lungo 95 metri, una replica in scala reale delle apparecchiature previste per l’aggiornamento del Large Hadron Collider (LHC) nell’ambito del progetto High-Luminosity Large Hadron Collider (HiLumi LHC). Come riporta Refindustry, la struttura di test è stata progettata per validare il sistema di magneti di focalizzazione del fascio noto come inner triplet e le relative infrastrutture di supporto, in vista dell’aggiornamento LHC che dovrebbe entrare in funzione nel 2030.
Il CERN ha spiegato che l’estate segnerà l’inizio di un periodo di lavori di quattro anni, denominato ‘Long Shutdown 3’ (LS3), destinato a trasformare l’LHC nell’HiLumi LHC. L’obiettivo del progetto è aumentare di 10 volte il numero di collisioni tra particelle – la cosiddetta ‘luminosità’ – incrementando così il volume di dati disponibili per la ricerca in fisica.
Il programma HiLumi LHC prevede l’introduzione di tecnologie che, secondo il CERN, non sono mai state utilizzate prima in un acceleratore di protoni. Tra queste figurano cavità superconduttrici ‘crab cavities’, collimatori a cristallo e linee elettriche di trasferimento superconduttrici ad alta temperatura per alimentare i magneti del sistema HiLumi. I magneti dell’inner triplet utilizzano un composto superconduttore a base di niobio e stagno (Nb3Sn), che consente di ottenere campi magnetici più elevati rispetto agli attuali magneti in niobio-titanio (NbTi) utilizzati nel LHC. Anche questi nuovi magneti sono progettati per operare alla temperatura di 1,9 K, la stessa utilizzata nel collisore attuale.
Il banco di prova IT String è stato costruito in una sala di test fuori terra che riproduce la configurazione sotterranea prevista per l’installazione definitiva. L’obiettivo è verificare l’integrazione dei sistemi e le prestazioni complessive in condizioni operative reali. Il CERN ha spiegato che il raffreddamento avviene tramite un sistema di refrigerazione e distribuzione dell’elio liquido e che l’intero processo richiederà diverse settimane.
“Tutti i sistemi sono già stati testati singolarmente. L’obiettivo dell’IT String è validarne l’integrazione e le prestazioni collettive in condizioni operative”, ha dichiarato Oliver Brüning, director for Accelerators and Technology del CERN. “La connessione e il funzionamento di tutte le apparecchiature nell’IT String ci danno la possibilità di ottimizzare le procedure prima dell’installazione effettiva nel tunnel, così da essere pronti per un’installazione efficiente e senza intoppi”.


