Un report di Growth Market Reports valuta il mercato globale degli impianti frigoriferi industriali ad ammoniaca a 7,8 miliardi di dollari nel 2024 e prevede che raggiungerà i 13,1 miliardi di dollari entro il 2033, con un tasso di crescita annuo composto del 5,6% nel periodo 2025-2033. La notizia è riportata da Refindustry.
Secondo il report, la crescita è legata alla crescente domanda di raffreddamento efficiente ed ecocompatibile nei settori industriale e commerciale, nonché a normative più stringenti che stanno eliminando progressivamente i refrigeranti sintetici ad alto GWP. Vengono inoltre citati l’aumento delle attività nella trasformazione alimentare, nella logistica della catena del freddo e un più ampio orientamento verso pratiche industriali sostenibili.
I sistemi a ammoniaca (NH3) sono descritti come sistemi a compressione di vapore e vengono evidenziate proprietà quali ODP nullo, GWP nullo, elevata efficienza termodinamica, alto calore latente di vaporizzazione e odore pungente utile per il rilevamento delle perdite. Il report richiama anche la progressiva riduzione degli HFC prevista dall’Emendamento di Kigali come fattore di accelerazione dell’adozione.
Sul fronte della domanda, vengono citate applicazioni industriali su larga scala dove efficienza e affidabilità sono cruciali: lavorazione di carne e pollame, lattiero-caseario, surgelazione di prodotti ittici, produzione di bevande e grandi magazzini frigoriferi. Sono inoltre menzionati il settore farmaceutico e chimico con produzioni e stoccaggi a temperatura controllata, impianti per la produzione di ghiaccio e sistemi di district cooling, soprattutto nei climi caldi. Tra i fattori aggiuntivi figurano l’urbanizzazione nelle economie emergenti e i sistemi industriali alimentati da fonti rinnovabili.
Dal punto di vista tecnologico, il report evidenzia come i moderni impianti ad ammoniaca siano sempre più “intelligenti”, con lo sviluppo di sistemi a bassa carica, inclusi sistemi compatti, unità packaged, design a carica ridotta e sistemi a circuito secondario. Vengono inoltre citate funzionalità IoT e di monitoraggio digitale quali rilevamento perdite in tempo reale, algoritmi di manutenzione predittiva, dashboard di ottimizzazione energetica e diagnostica remota. Si segnalano anche sistemi ibridi, come le configurazioni a cascata ammoniaca + CO2, che impiegano ammoniaca nelle sale macchine e CO2 negli ambienti occupati.
Tra le barriere, il report indica le preoccupazioni legate alla sicurezza – l’ammoniaca è tossica ad alte concentrazioni e leggermente infiammabile – che richiedono standard rigorosi, operatori qualificati e conformità normativa. Viene inoltre citato un investimento iniziale potenzialmente più elevato rispetto a unità di piccola taglia con refrigeranti sintetici, oltre a una carenza di forza lavoro specializzata. Tra le aziende attive nel panorama competitivo figurano Johnson Controls International, Danfoss, GEA, Emerson Electric, Mayekawa, BITZER, Trane Technologies, The Linde Group e Daikin Industries.
Guardando al futuro, il report segnala interesse per magazzini frigoriferi automatizzati, refrigerazione farmaceutica, hub agro-industriali nei Paesi in via di sviluppo e applicazioni “sperimentali ma emergenti” nel raffreddamento dei data center, oltre a sinergie con l’idrogeno verde e le infrastrutture per l’ammoniaca. Tra le raccomandazioni figurano l’espansione nell’area Asia-Pacifico, innovazioni nei sistemi modulari a bassa carica, programmi di formazione della forza lavoro, integrazione con microgrid rinnovabili e sviluppo di prodotti orientati alla conformità normativa. Nei prossimi dieci anni si prevede maggiore automazione e integrazione dell’intelligenza artificiale, design più compatti e sicuri, un rafforzamento del supporto normativo e una maggiore integrazione con le smart grid.


