Nel corso del seminario tecnico interno AASA tenutosi a Las Vegas il 2 febbraio 2026, l’African Union of Associations of Refrigeration and Air Conditioning (U-3ARC) ha presentato un’analisi strategica sulla transizione dei refrigeranti in Africa. Davanti a 62 associazioni HVACR globali, U-3ARC ha evidenziato la posizione cruciale del continente nel plasmare il futuro dell’industria della refrigerazione e del condizionamento. La notizia è riportata da Refindustry.
Rappresentata dal presidente Madi Sakandé e dal segretario per la Comunicazione e gli Affari Esteri Basile Seburikoko, U-3ARC ha illustrato la crescente domanda di raffreddamento in Africa, trainata dallo sviluppo economico, dalla sicurezza alimentare e dalle catene del freddo in ambito sanitario. L’organizzazione ha identificato in questa dinamica un’opportunità chiave per adottare tecnologie sostenibili in linea con il Kigali Amendment.
Secondo U-3ARC, l’adozione di refrigeranti naturali come gli idrocarburi può offrire benefici in termini di efficienza energetica, riduzione dei costi e compatibilità con soluzioni solari e off-grid. La transizione rappresenta inoltre un’opportunità economica attraverso la produzione locale, la creazione di posti di lavoro e l’innovazione tecnica. Il gruppo ha sottolineato come la formazione dei tecnici sia un elemento essenziale per realizzare questa trasformazione.
Tra le principali criticità segnalate figurano la limitata conoscenza tecnica dei refrigeranti infiammabili come R290 e R600a, incoerenze normative, problematiche di sicurezza e la diffusa presenza di apparecchiature basate su HFC ad alto GWP.
Nel corso della presentazione, U-3ARC ha inoltre avanzato la proposta di istituire un codice di abbigliamento professionale per i tecnici della refrigerazione in Africa. L’iniziativa mira a rafforzare l’identità professionale, la cultura della sicurezza e il riconoscimento della categoria, con la prospettiva di evolvere in uno standard globale per il settore HVACR.
“Il successo arriverà attraverso il rafforzamento delle partnership tra associazioni africane, industria, governi e comunità internazionale”, ha dichiarato l’organizzazione, evidenziando come formazione e professionalizzazione dei tecnici rappresentino la base per uno sviluppo sostenibile del settore.


