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Sud-Est asiatico, rafforzata la cooperazione tra National Ozone Officers e Dogane sull’attuazione del Protocollo di Montreal

I National Ozone Officers (NOOs) del Sud-Est asiatico, insieme alle autorità doganali, ad agenzie partner e a organizzazioni internazionali, si sono riuniti nella Repubblica Democratica Popolare del Laos dal 16 al 19 dicembre 2025 in occasione del Network Meeting of Southeast Asia National Ozone Officers, organizzato consecutivamente a un Twinning National Ozone Officer–Customs Workshop dedicato al controllo del commercio ai sensi del Protocollo di Montreal. La notizia è riportata da Refindustry. Gli eventi sono stati organizzati congiuntamente dal ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente del Laos e dall’Unep OzonAction Compliance Assistance Programme (Cap) per l’Asia e il Pacifico, con il supporto del Multilateral Fund for the Implementation of the Montreal Protocol. Gli organizzatori hanno segnalato la partecipazione di 58 persone (30 donne e 28 uomini), di cui 18 collegate online.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori e ripreso da Refindustry, gli incontri avevano l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze tra i Paesi, esaminare i più recenti sviluppi relativi al Protocollo di Montreal e al Kigali Amendment e rafforzare la capacità istituzionale e tecnica delle National Ozone Units, anche in ambiti quali la climatizzazione mobile e gli inventari nazionali delle sostanze controllate usate e indesiderate.

Il Network Meeting si è aperto con gli interventi di Unep OzonAction, dell’Ozone Secretariat, del Segretariato del Multilateral Fund e del Dipartimento dell’Ambiente del Laos. Tra i temi affrontati, la conformità agli obblighi di phase-out degli HCFC e la preparazione alla fase accelerata di phase-down degli HFC prevista dal Kigali Amendment. I partecipanti hanno inoltre ricevuto aggiornamenti sugli esiti del 37esimo Meeting of the Parties e delle 96esima e 97esima riunioni dell’Executive Committee, nonché sulle questioni attese nei prossimi incontri dell’Implementation Committee e dell’Open-ended Working Group. Tra i temi emergenti discussi figurano iniziative di monitoraggio atmosferico, requisiti di verifica dei consumi di HFC nell’ambito dei Kigali Implementation Plans e nuove finestre di finanziamento legate alla gestione del ciclo di vita dei refrigeranti e all’efficienza energetica.

Le sessioni tecniche si sono concentrate sull’attuazione nazionale degli HCFC Phase-out Management Plans e dei Kigali HFC Implementation Plans, inclusa la formazione e certificazione basata sulle competenze dei tecnici della refrigerazione e del condizionamento e la revisione dei programmi formativi per la manutenzione dei sistemi di climatizzazione mobile nei veicoli elettrici. H.E. Pak Sokharavuth, sottosegretario di Stato del ministero dell’Ambiente della Cambogia, ha dichiarato: “I moduli di formazione in Cambogia si sono concentrati principalmente sui sistemi Mac tradizionali, poiché le conoscenze e l’esperienza relative ai veicoli elettrici restano limitate. Una sfida chiave è la mancanza di competenze nazionali nella manutenzione dei climatizzatori dei veicoli elettrici, ed è necessario sviluppare una formazione mirata per colmare questo divario di competenze tra i tecnici della climatizzazione per veicoli elettrici”.

L’incontro ha inoltre affrontato la preparazione degli inventari nazionali delle ‘banche’ di sostanze controllate usate e indesiderate e la possibilità di tradurre i dati raccolti in piani d’azione nazionali per la gestione del ciclo di vita dei refrigeranti, includendo prevenzione e riduzione delle perdite, recupero e riciclo, rigenerazione e riutilizzo e smaltimento ambientalmente corretto. Gli organizzatori hanno evidenziato l’importanza di coinvolgere stakeholder come le autorità per la gestione dei rifiuti e i Basel Convention Focal Points e Competent Authorities. Unep ha inoltre presentato i servizi Cap per il 2025 e avviato un confronto sulle possibili attività per il 2026.

Nel Twinning NOO-Customs Workshop, i partecipanti hanno esaminato metodologie di risk profiling e criteri per identificare spedizioni ad alto rischio di sostanze lesive dell’ozono (ODS) e HFC, utilizzando pratiche e strumenti richiamati dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane, e hanno discusso la riconciliazione dei dati tra Paesi importatori ed esportatori. Sono stati inoltre analizzati gli sviluppi dell’Asean Harmonized Tariff Nomenclature, inclusi gli aggiornamenti previsti con AHTN2028, e opzioni quali sub-codici nazionali o campi dati obbligatori per migliorare la tracciabilità. Mohammad Ali Wafee Bin Zainee, national ozone officer del Brunei Darussalam, ha affermato: “Il workshop di gemellaggio ci ha permesso di comprendere i prossimi aggiornamenti AHTN2028. È necessario che i Paesi esplorino meccanismi nazionali per tracciare le statistiche commerciali di HFC e miscele, così da garantire un’analisi accurata dei dati, ad esempio attraverso riclassificazioni interne aggiuntive”.

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