La U.S. Environmental Protection Agency (Epa) ha pubblicato un riepilogo delle principali azioni intraprese nel 2025 per affrontare la contaminazione da sostanze per e polifluoroalchiliche (Pfas), con un focus su miglioramenti nei test, aggiornamenti normativi, interventi di bonifica e attività di informazione pubblica. La notizia è riportata da Refindustry. L’amministratore Lee Zeldin ha identificato i Pfas come una priorità assoluta dell’agenzia fin dal primo giorno, con l’obiettivo di garantire acqua potabile più sicura e un ambiente più pulito a livello nazionale.
Attraverso l’iniziativa ‘Pfas OUTreach Initiative’ (Pfas OUT), l’Epa ha collaborato con sistemi idrici pubblici che necessitavano di aggiornamenti infrastrutturali, lavorando con utility, esperti tecnici e leader locali e tribali per sviluppare soluzioni pratiche. L’agenzia ha stanziato 945 milioni di dollari per ridurre l’esposizione ai Pfas nell’acqua potabile.
Nel 2025 l’Epa ha sviluppato un nuovo metodo per rilevare 40 composti Pfas in acque reflue, falde acquifere, suolo e tessuti ittici. Ha inoltre proposto modifiche agli obblighi di reporting sui Pfas ai sensi del Toxic Substances Control Act, con l’obiettivo di semplificarne l’attuazione mantenendo l’accesso ai dati sulla sicurezza. Sono stati aggiornati anche i National Primary Drinking Water Regulations per Pfoa e Pfos, con una revisione delle tempistiche di conformità.
L’Epa ha ribadito la designazione di Pfoa e Pfos come sostanze pericolose ai sensi del Comprehensive Environmental Response, Compensation, and Liability Act e ha aumentato la frequenza degli aggiornamenti delle linee guida su distruzione e smaltimento dei Pfas, passando da una cadenza triennale a una annuale.
Tra le azioni specifiche sui siti, si segnala l’installazione di 108 sistemi di trattamento Point of Entry nei pressi del sito Superfund Route 31 Sludge, nel New Jersey, e il completamento di quattro impianti di trattamento che proteggono oltre 9.500 abitazioni nella California meridionale. Le azioni di emergenza ai sensi della normativa Superfund sono proseguite in siti del New Jersey e dell’Oklahoma.
L’Epa ha inoltre condotto test sui Pfas in prossimità di installazioni militari come Joint Base Lewis-McChord nello Stato di Washington e Fort Bragg in North Carolina. È stata concessa una certificazione di laboratorio Pfas provvisoria al Dipartimento per la Conservazione Ambientale dell’Alaska e sono proseguite le attività con i sistemi idrici tribali della Regione 7.
“All’Epa siamo concentrati su risultati concreti per proteggere famiglie, agricoltori e piccole imprese”, ha dichiarato Zeldin. “Questi sforzi rappresentano solo l’inizio del lavoro che svolgeremo sulla contaminazione da Pfas per garantire a tutti gli americani aria, suolo e acqua il più possibile puliti”.
Per coordinare le attività future, l’Epa ha istituito un gruppo interagenzia guidato dall’Office of the Administrator e dall’Office of Water, coinvolgendo dirigenti tecnici e responsabili delle politiche dell’agenzia. L’Epa continua ad applicare le leggi ambientali esistenti e metodi scientifici validati per regolamentare i Pfas, monitorare la contaminazione e sviluppare tecnologie di trattamento.


