Johnson Controls ha annunciato il lancio di due nuove soluzioni YORK dedicate al miglioramento della connettività e all’efficienza del raffreddamento nei data center. La notizia è riportata da Refindustry. L’azienda ha presentato una nuova generazione di chiller YORK Smart Ready, dotati di connettività installata in fabbrica per il monitoraggio delle prestazioni in tempo reale fin dal primo giorno di funzionamento. Secondo Johnson Controls, i chiller connessi hanno consentito in media una riduzione del 32% delle chiamate di assistenza non pianificate, migliorando l’affidabilità complessiva dei sistemi.
Il sistema Smart Ready include oltre 200 parametri di prestazione e utilizza analisi basate su intelligenza artificiale per individuare precocemente eventuali deviazioni operative, riducendo i tempi di intervento e i fermi impianto. Inizialmente disponibile per i chiller centrifughi, sarà successivamente esteso ai modelli a vite e scroll, supportando monitoraggio remoto, diagnostica digitale e assistenza on-site. “I chiller Smart Ready rappresentano un passo significativo nel nostro impegno a essere il partner di servizio di riferimento per i clienti, connettendo tutti gli asset fin dall’inizio”, ha dichiarato Tyler Smith, vicepresidente Global Lifecycle Solutions di Johnson Controls.
In parallelo, l’azienda ha annunciato il nuovo YORK YDAM, un chiller centrifugo ad aria con cuscinetti magnetici progettato specificamente per data center ad alta densità e multipiano. Basato sulla tecnologia YORK YVAM, il modello YDAM offre fino a 3,5 MW di capacità frigorifera, con una densità di potenza superiore del 20% rispetto alle soluzioni concorrenti, mantenendo un ingombro compatto. Le prime consegne sono previste per la fine del 2026. “L’intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni stanno spingendo i data center oltre i limiti tradizionali”, ha affermato Austin Domenici, vicepresidente e general manager di Johnson Controls Global Data Center Solutions. “La capacità elevata e l’ingombro ridotto di YDAM potrebbero consentire agli operatori di dimezzare il numero di chiller installati, accelerando i progetti e riducendo la necessità di manodopera specializzata in sito”.


