Gli scambiatori a piastre brasate Swep sono stati integrati nei nuovi sistemi di raffreddamento a CO₂ destinati ai rivelatori Cms e Atlas del Cern, nell’ambito dell’upgrade High-Luminosity Lhc, si legge su Refindustry. I nuovi impianti manterranno i rivelatori sotto i -25°C, raggiungendo capacità di raffreddamento fino a 1 MW e temperature operative fino a -53°C.
Per soddisfare gli elevatissimi requisiti tecnici del progetto, Swep ha sviluppato il modello Q185H, evoluzione del B185 con integrazione di un Q-pipe, capace di operare come evaporatore, surriscaldatore e scambiatore in cascata. Il nuovo sistema amplia di due ordini di grandezza le prestazioni dell’infrastruttura CO₂ attualmente in uso al Cern.
La soluzione utilizza esclusivamente CO₂ naturale (R744), sostituendo refrigeranti sintetici ad alto GWP e contribuendo alla roadmap di sostenibilità dell’organizzazione.
Nove impianti di refrigerazione a CO₂ sono già stati installati nella Service Cavern dell’esperimento CMS in Francia. Il sistema supporterà le attività scientifiche dal 2030 al 2045.
“Con capacità fino a 1 MW e temperatura minima di -53°C, abbiamo spinto i limiti di ciò che è possibile con un refrigerante naturale”, ha commentato Yann Herpin, Cooling Engineer del Cern.


