L’associazione europea dei contractor RACHP Area ha pubblicato un documento in cui denuncia l’aumento del commercio illegale di refrigeranti e delle attività eseguite da tecnici non certificati nell’Ue, fenomeni che minano l’efficacia del Regolamento F-gas e mettono a rischio la sicurezza pubblica, si legge su Refindustry.
Il commercio illegale – in particolare di HFC – è alimentato da prezzi elevati, disponibilità limitata per via dei contingenti europei e differenze di costo rispetto ai mercati extra-UE. In alcuni Paesi, come la Spagna, le tasse nazionali sugli F-gas incentivano ulteriormente il mercato nero. Un’operazione congiunta dell’Olaf nel 2024 ha sequestrato bombole per un valore di 4,5 milioni di euro, equivalenti a oltre 400mila tonnellate di CO₂.
Area segnala rischi seri: refrigeranti contraffatti o contaminati possono provocare guasti, incendi, esplosioni o esposizioni tossiche. Inoltre, il mercato nero penalizza le aziende conformi e altera la concorrenza. L’associazione chiede più controlli alle frontiere, database nazionali per tracciare i flussi di refrigeranti, campagne pubbliche e un riconoscimento formale delle associazioni di settore nel processo di vigilanza.
Il documento affronta anche il problema del lavoro non certificato: tecnici che utilizzano refrigeranti illegali spesso operano senza abilitazioni, offrendo prezzi inferiori del 20-50% e compromettendo sicurezza ed efficienza energetica degli impianti. Area propone registri obbligatori di contractor certificati, sanzioni più severe, risorse ispettive potenziate e incentivi fiscali per favorire l’affidamento a operatori qualificati.


