Nel corso della 97esima riunione del Comitato esecutivo del Multilateral Fund (ExCom97), l’Environmental Investigation Agency (Eia) ha lanciato un appello per obiettivi più ambiziosi nel phase-down degli HFC e un’accelerazione nella transizione verso refrigeranti sostenibili, si legge su Refindustry.
L’incontro, che rientra nel quadro del Protocollo di Montreal, ha valutato i progressi dei Paesi Articolo 5 su progetti per la protezione del clima e dell’ozono. Eia ha ricordato l’efficacia storica del Multilateral Fund (Mlf) nel ridurre le emissioni di gas serra attraverso la dismissione delle sostanze lesive dell’ozono e la progressiva eliminazione degli HFC ad alto GWP.
Dati presentati al meeting hanno evidenziato un’overproduction di HCFC, nonostante molti Paesi fossero in anticipo sugli obiettivi previsti. Il settore della manutenzione refrigerazione rimane il maggiore consumatore di HCFC, rafforzando la necessità di strategie di lifecycle refrigerant management: riduzione delle perdite, recupero e riciclo.
Per quanto riguarda gli HFC, 14 Paesi hanno riportato consumi 2023-2024 superiori ai baseline, con 11 oltre il +25% e due oltre il +100%. Eia ha espresso preoccupazione per l’uso persistente di refrigeranti ad alto GWP come R-410A, nonostante la disponibilità di alternative. L’organizzazione ha anche sollevato dubbi sulle emissioni dichiarate di HFC-23 da alcuni produttori.
Le nuove proposte del piano Kigali sono state ritenute poco ambiziose: nella maggior parte dei casi permetterebbero un aumento dei consumi al 2029. Solo Angola (-1%), Serbia (-5%) e Guinea-Bissau (-10%) hanno presentato riduzioni effettive.
Eia ha accolto con favore i progressi negli HPMP Stage II, inclusi miglioramenti normativi, programmi di formazione e progetti dimostrativi con refrigeranti naturali come R290, ammoniaca e CO₂. L’organizzazione sostiene anche la creazione di Centri regionali di eccellenza per supportare la transizione verso un raffreddamento sostenibile.
“Il Mlf ha ancora risorse per fare la differenza”, ha affermato Eia. “Il sottoutilizzo rappresenta un’occasione mancata e una risposta insufficiente all’emergenza climatica”.


