Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) e l’International Institute of Refrigeration (Iir) hanno pubblicato un nuovo Cold Chain Technology Brief dedicato ai sistemi di refrigerazione a bordo dei pescherecci, evidenziando due criticità globali: le elevate perdite alimentari dovute a sistemi di raffreddamento insufficienti e i rischi ambientali legati all’uso di refrigeranti ad alto GWP, si legge su Refindustry.
Secondo la Fao, fino al 35% del pescato mondiale va perso per limitazioni della catena del freddo, percentuale che può salire al 50% nelle piccole flotte. Il documento sottolinea che, pur migliorando qualità e conservazione del pesce, i sistemi di refrigerazione alimentati da combustibili fossili possono aumentare le emissioni se non associati a tecnologie efficienti e refrigeranti a basso GWP.
Il rapporto analizza le soluzioni utilizzate a seconda della tipologia di imbarcazione: le unità più grandi impiegano spesso sistemi Refrigerated Seawater ad ammoniaca o tecnologie di congelamento come plate freezer e IQF. Le soluzioni compatte a CO₂ stanno guadagnando terreno, soprattutto per sicurezza ed efficienza, mentre nei climi caldi cresce l’interesse per il propano (R290) e per sistemi cascata R717/CO₂.
Una case history dall’India mostra risultati promettenti dei sistemi R290 per il ghiaccio slurry in condizioni tropicali.
Il report evidenzia anche l’impatto ambientale dei refrigeranti ancora utilizzati, in particolare R-22, e gli sforzi di Paesi come le Maldive nel phase-out degli Hcfc. Ammoniaca e CO₂ emergono come soluzioni chiave in linea con gli obiettivi climatici e le normative Imo, mentre l’uso degli Hfo solleva preoccupazioni per la formazione di Tfa, un composto Pfas persistente.
Tra le tendenze tecnologiche emergono l’uso di materiali marini, digitalizzazione di bordo, recupero di calore, stoccaggio termico e introduzione di combustibili criogenici. Il documento insiste anche sull’importanza della sicurezza: valutazioni del rischio, contenimento e formazione degli operatori restano elementi imprescindibili.
Un’analisi condotta in Indonesia evidenzia che il ghiaccio proveniente da terra ha un minor impatto ambientale rispetto ai generatori di ghiaccio flake a bordo; tuttavia, l’utilizzo di refrigeranti naturali nei sistemi flake potrebbe allineare queste tecnologie agli obiettivi climatici.
Il rapporto conclude che la transizione verso sistemi energeticamente efficienti e basati su refrigeranti naturali rappresenta una “opportunità trasformativa” per il settore, chiedendo politiche mirate, formazione e investimenti per garantire la sostenibilità a lungo termine della pesca globale.


