L’Afce e Citepa hanno pubblicato l’inventario francese delle emissioni di refrigeranti relativo al 2023, con stime preliminari per il 2024, si legge su Refindustry. Il rapporto include emissioni, volumi in banca, recupero e domanda per tutte le categorie di fluidi: CFC, HCFC, HFC e HFO, oltre a refrigeranti non fluorurati come CO₂ e NH₃.
Nel 2023 le emissioni di HFC hanno rappresentato il 2,3% delle emissioni totali francesi di gas serra, con refrigerazione e condizionamento responsabili dell’84% delle emissioni di gas fluorurati. La banca totale ha raggiunto 67mila tonnellate, in aumento del 4,5% rispetto al 2022, con l’R-410A come fluido più diffuso. Le emissioni sono scese a 5.910 tonnellate, pari a -1,7% rispetto al 2022; il calo dovrebbe proseguire nel 2024.
Le riduzioni sono attribuite a una gestione più efficace delle perdite, a una migliore formazione, al maggior recupero e alla crescente adozione di alternative a basso GWP. In termini di CO₂ equivalente, le emissioni sono diminuite del 10% tra 2022 e 2023 (7,1 MtCO₂eq).
Il nuovo Regolamento F-Gas (Ue) 2024/573, in vigore da marzo 2024, introduce misure più severe: requisiti formativi estesi, nuove etichettature basate su GWP diversi per tipologia di gas, ampliamento degli obblighi di rilevamento perdite anche agli HFO e ai sistemi mobili, oltre a nuovi divieti per alcune apparecchiature con timeline fino al 2050. Sono previste nuove categorie di certificazione per CO₂, NH₃ e idrocarburi, e etichette aggiornate per tutti i sistemi con gas fluorurati a partire dal 2025.
Afce e Citepa sottolineano che il 75% dei refrigeranti in uso appartiene ancora alla famiglia degli HFC, rendendo cruciale la pianificazione della transizione.


