Il mercato globale della refrigerazione industriale ha raggiunto un valore di 23,18 miliardi di dollari nel 2024 e crescerà fino a 44,25 miliardi entro il 2037, con un Cagr del 5,1%, si legge su Refindustry. La spinta arriva dall’espansione delle infrastrutture di cold chain, dall’aumento della produzione di beni deperibili e dalla diffusione di sistemi più efficienti dal punto di vista energetico.
Queste tecnologie sono centrali in numerosi settori: dalla chimica e petrolchimica — dove supportano processi come liquefazione, recupero gas e gestione boil-off — alla farmaceutica, che richiede sistemi di conservazione in un range esteso, da +20°C fino a -70°C. L’Oms stima che fino al 50% dei vaccini venga sprecato ogni anno, evidenziando l’importanza di infrastrutture di refrigerazione affidabili.
Nel settore alimentare, la refrigerazione industriale è essenziale: nel 2023 la produzione mondiale di carne ha raggiunto 350 milioni di tonnellate, richiedendo sistemi di stoccaggio e trasporto fino a -30°C. Anche la conservazione della frutta beneficia di tecnologie smart e refrigeranti naturali, che contribuiscono a ridurre sprechi ed energia.
L’Asia-Pacifico è il mercato in più rapida crescita grazie ai massicci investimenti in India, Giappone e Cina. Tra i refrigeranti più diffusi: CO₂, ammoniaca e blend HFC/HFO.
Secondo il Comitato Tecnico Europeo dei Fluorocarburi, il 13% delle perdite alimentari globali è dovuto alla mancanza di refrigerazione adeguata. Una cold chain efficiente potrebbe nutrire 950 milioni di persone in più ogni anno.
Il mercato è guidato da player come Johnson Controls, Gea, Daikin, Emerson, Bitzer, Dorin, Industrial Frigo, oltre ai nuovi sistemi CO₂ introdotti da Advansor nel 2023.


